La vita italiana di Kobe Bryant

Christopher Goldman Ward è il figlio di un ex soldato USA e di un’italiana di Reggio Emilia. Nato a Varese ma cresciuto a Reggio dove, a 6 anni, durante una visita al mitico Palabigi si innamora del basketball ovvero del basket, della pallacanestro.

Non diventerà un grande campione, non sarà mai “un nerd” del basket, altri interessi, altre priorità, Ma a Reggio incrocerà Roosvelt Bouie, Bob Morse, Louis Orr, Dale Solomon. Rudy Hackett, Mike Reddick . E, infine, il piccolo Koby Bryant.
La Pallacanestro Reggiana ingaggia un americano già in Italia da alcuni anni e non più giovanissimo che, armi e bagagli e famiglia, si trasferisce a giocare proprio lì. Il suo nome è Joe Bryant e ha un figlio che si chiama Kobe.

Kobe inizia a giocare con Chris nel quintetto junior, condividendone la camera, i giochi, le feste. Va a scuola dalle suore dove si indossa un grembiule con il collo di pizzo (…), impara a parlare fluentemente la lingua italiana, si forma a scuola e si allena in campo secondo criteri italo- europei. Sostiene l’autore che l’esperienza formativa italiana ha fatto davvero la differenza per Kobe sul campo e nella vita: solide basi umanistiche e scientifiche, attenzione ai fattori umani. Sono i c.d. intangibles, ovvero lo sviluppo di una sensibilità peculiare unita al talento che, come sostiene Flavio Tranquillo, hanno fatto di Kobe un Black Mamba: concentrato, determinato, leader, pericoloso. Prima nel basket e, poi nella vita, come imprenditore, investitore e vincitore, nel 2018, di un Oscar per il miglior cortometraggio, ispirato alla sua lettera di addio allo sport.

Attenzione questo non è un libro sul basket, sui risultati, sull’NBA che pure centra bensì il racconto dell’amicizia fra 2 bambini, fra 2 ragazzi, fra un adulto e un uomo diventato leggenda. Non facile il passaggio per Chris, non facile ricordare che un tempo lui era più forte di Kobe. Ma conscio dei suoi limiti come delle qualità uniche del suo ex compagno di camera, l’autore ci svela il lato italiano di Kobe Bryant, la sua vita con “la cumpa” a Reggio Emilia, i rapporti fra le 2 famiglie, le foto fino all’ultimo incontro nel 2016 in California, alla terzultima partita di Black Mamba prima del suo ritiro. Dopo ci fu solo l’incidente del 26 gennaio 2020 in cui Kobe perse la vita insieme alla figlia Gianna.

Christopher Goldman Ward, Il mio Kobe, Baldini+Castoldi, 17€

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