L’Europa con la guerra nel sangue

Che gran libro Zona di Mathias Enard!
Ripubblicato da E/O con profetica tempestività, ci accompagna nell’Europa che cammina, da sempre, su macerie e cataste di cadaveri, mentre costruisce luoghi indimenticabili, sontuosi, pieni di vita. Pubblicato in prima edizione nell’agosto 2008, quando i carri armati di Putin entravano in Georgia, arriva in libreria mentre gli stessi carri armati entrano in Ucraina.
Francis Mirkovic ci rende partecipe delle sue esperienze sul treno che da Milano lo conduce a Roma o, meglio, in Vaticano dove spera di chiudere la sua carriera di spia franco-croata con un’ultima missione: consegnare una valigetta di dossier sui personaggi malvagi che ha incontrato, tutti affascinati dal male che hanno commesso.
In un interminabile flusso di coscienza, Francis Mirkovic racconta le sue esperienze attraversando le frontiere di spazio e tempo della storia d’Europa, fatta di persecutori e vittime, di guerre dirette e per procura, nel continente lungo le sponde del Mediterraneo. Un’affresco del secolo breve che srotola eventi, citazioni di guerre antiche e contemporanee, occupazioni, conquiste e ri-conquiste, nei secoli dei secoli.

Mirkovic lo fa a partire dalla sua esperienza personale di spia al servizio della République, nell’Algeria degli sgozzatori e dei torturatori, nella Siria delle prigioni sotterranee in mezzo al deserto piene di oppositori torturati e disperati, a Il Cairo dove si è rifugiato il porno nazista Harmen Gerbens, nei racconti della guerra infinita di Beirut nel ricordo dei militanti palestinesi giustiziati dalla furia della falange cristiana, negli incontri con complici ed esecutori di un passato mai passato fatto di deportazioni e lager. Ma lo fa anche come ex combattente-carnefice nelle milizie croate nella guerra della ex Jugoslavia, sospeso fra le lacrime per gli amici morti e i fantasmi dei nemici serbi e musulmani uccisi, degli stupri e dei massacri di innocenti. E’ il buco nero della vita di Francis, quando sentì il richiamo dei fratelli croati. Lui, figlio di Marija Mirkovic, di fede ustascia con in casa il ritratto di Ante Pavelic, capo dello stato fantoccio creato durante la II guerra mondiale e amico di Mussolini, così crudele in sensato da scandalizzare persino i nazisti.

La galoppata di Enard fra guerre, orrori e amori è autentica letteratura ma anche storia e geografia, di omerico peregrinare nel Mediterraneo, sostenuta da una scrittura (e da una traduzione!) incredibile, che lascia senza fiato. E che sembra dirci che, in fondo, il vero DNA di noi europei, non è l’umanesimo, il cristianesimo, la solidarietà, la libertà, la cultura, pur così presente ed emozionante nel libro, bensì la guerra.
Fu solo perché la seconda guerra mondiale ci colpì tutti, popoli vinti e vincitori, che decidemmo che era ora di smettere, che era tempo di “unione europea”? Ce ne ricorderemo, ce ne stiamo ricordando?

Mathias Enard, Zona, edizioni E/O, 19€

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