10 aprile. La cura contro la guerra

Gino Strada ha tenuto fede alla frase della mamma che, alla sua comunicazione di voler diventare un dottore, in puro sestese (nel senso di Sesto San Giovanni) replicò: “fa il dutur l’è minga un laurà, lè una missiùn.” Questo libro è il racconto di quella missione durata tutta la vita. Una vita che si è interrotta il 13 agosto 2021 ma che prosegue nell’attività di Emergency, con l’idea (e la concretizzazione) di una medicina eccellente e gratuita per tutti, da praticarsi ovunque con gli stessi standard qualitativi. Lo presentiamo in libreria domenica 10 aprile, alle 10.30, con l’intervento di Antonio Chiodo di Emergency accompagnato dalle letture di Gianluca Soren.

Nella vita di Gino Strada, la medicina e la sanità gratuita sono andati di pari passo con la denuncia, senza tentennamenti, dell’assurdità della guerra, che si palesa in modo inequivocabile durante una missione con la Croce Rossa in Pakistan, alla fine degli anni ’80. E’ l’amputazione di una mano divenuta una palla bruciacchiata di muscoli, pelle, ossa e vestiti, frammenti di plastica. Ma la mano è quella di un bambino che aveva raccolto una specie di farfallone verde di 10 cm, una mina che, con perfida vigliaccheria, non esplode subito per lasciare il tempo di giocarci, magari insieme ad altri bambini. Sono mine che i soldati riescono a riconoscere facilmente. Ma i bambini no.
Ecco, la guerra è quella mano amputata, è l’omicidio dei civili senza armi: la “guerra orrenda e barbara” di Antonio Machado è sempre più una guerra contro i civili.
Emergency nasce nel 1994 per offrire servizi di pronto intervento chirurgico lungo la faglia che divide l’orrore dall’umanità, stando dalla parte dell’umanità. All’inizio fu il Ruanda, l’Irak, la Cambogia e poi l’Afghanistan, nella Valle del Panshir, dove viene realizzato il primo progetto chirurgico per vittime di guerra. Seguiranno l’Algeria, l’Eritrea, la Palestina, la Libia, la Sierra Leone, la Repubblica Centrafricana.
E poi il salto di qualità: andare oltre la chirurgia d’urgenza. Cure di normale routine a Milano diventano un problema in molti posti del mondo. E’ la molla che porta alla costruzione di ospedali come Salam nel Sud Sudan, “scandalosamente bello e utile”.
Seguono l’aiuto a Regione Lombardia durante le durissime settimane della prima pandemia, il tentativo – fallito – di applicare il modello Emergency in Calabria e, dall’11 marzo 2022, il Polytruck in Moldavia per accogliere i profughi ucraini.
Oggi, di fronte all’accettazione passiva di un’altra guerra, di altri piani di riarmo, ritorna la domanda di una persona che nel ’68 pensava di cambiare il mondo e poi ha cambiato la vita di tante persone: possiamo abolire la guerra?
Oggi più che mai Gino Strada ci manca.

Per partecipare all’incontro è consigliata la prenotazione
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